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Dalla Regione Toscana arrivano 5 milioni di euro a fondo perduto per  per le micro e piccole imprese (e i lavoratori autonomi) che esercitano le loro attività anche attraverso empori polifunzionali o cooperative di comunità. Sulla carta (e per ora solo sulla carta) un bel passo in avanti per chi ha intenzione nel futuro prossimo di aprire un'attività nelle zone rurali del nostro Appennino. Questo perchè la somma che ogni titolare potrà richiedere, per ogni attività, è di 10mila euro. C'è un però: i soldi verranno inviati a patto che il richiedente si impegni alla realizzazione di "empori di comunità".


Cosa sono? La Regione Toscana spiega che si tratta di “strutture polifunzionali a carattere imprenditoriale organizzate per la produzione o commercializzazione di taluni prodotti e l’erogazione di servizi individuati come di interesse per la comunità di riferimento. L’individuazione dei possibili prodotti o servizi di utilità per le popolazioni delle aree montane e insulari sarà effettuata con apposita Deliberazione di Giunta Regionale”. In pratica, negozi che vendono prodotti realizzati non distanti dal punto vendita e che quindi promuovano lo stesso territorio di riferimento. Di seguito il dettaglio del bando: http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/DettaglioAttiG.xml?codprat=2020DG00000001276


Lo spunto della Regione Toscana va sicuramente apprezzato e incoraggiato, ma i soli sussidi non potranno fare la differenza finché non accompagnati da riforme più coraggiose e tutelanti delle aree rurali lontane dai centri abitati metropolitani, dove si vive meglio ma a volte si deve “lottare” di più per avere accesso ad alcuni servizi.



Basteranno questi 10mila euro per risollevare le sorti delle aree di collina e di montagna del nostro Appennino? Ni. Da soli, infatti, 10mila euro per ogni attività non possono fare la differenza. Così come gli stessi 10mila euro non possono costituire la sola ragione per aprire un negozio in collina rispetto alla pianura. Lo spunto della Regione Toscana va sicuramente apprezzato e incoraggiato, ma i soli sussidi non potranno fare la differenza finché non accompagnati da riforme più coraggiose e tutelanti delle aree rurali lontane dai centri abitati metropolitani, dove si vive meglio ma a volte si deve “lottare” di più per avere accesso ad alcuni servizi.



I 10mila euro sono una prima parte: chi apre un'azienda in collina o montagna ha bisogno di infrastrutture, strade percorribili senza buche o senza interruzioni. Oltre a questo, ha bisogno di una connessione internet potente e affidabile, anche se non conveniente per le aziende di telecomunicazioni perché gli utenti, nelle aree montane, sono meno rispetto alle zone metropolitane. Quindi, bene per i 10mila euro ma che non siano semplicemente un “contentino” per poi lasciare tutto come è sempre stato: in ritardo rispetto alla città.