Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano

Riuscire a vedere un cerbiatto mentre balza attraverso il sottobosco, seguire il caracollante incedere di una famiglia di ricci, riuscire a cogliere l'elusivo guizzo del re dell'Appennino, il lupo, sono esperienze che possono rendere indimenticabili un'escursione od una semplice passeggiata in montagna. Ma al di là dell'elettrizzante sensazione che può suscitare un simile incontro, lo studio e la tutela di un territorio dalla fragile ecologia e ricco di biodiversità come quello del nostro Appennino è diventato un imperativo etico e pratico a cui residenti e "cittadini" devono assoggettarsi. In quest'ottica è nata l'app presentata ad inizio anno a Palazzo Achilli, presso l'Ecomuseo della Montagna Pistoiese a Gavinana (San Marcello - Piteglio) realizzata con la collaborazione dell'Istituto di bioeconomia (Ibe) del Cnr.  



"Mappiamo la biodiversità. Strumenti di citizen-science per esperienze di monitoraggio della biodiversità" è il titolo dell'iniziativa che ha come fine una raccolta dati in network, volta ad ottenere una mappatura dello stato di flora e fauna e che permetta al contempo di verificare l'impatto sull’ecosistema dei cambiamenti climatici. Utilizzando lo schema OpenDataKit - Kobotoolbox, i ricercatori Cnr-Ibe hanno implementato un'applicazione che permette a chiunque possieda un telefonino di raccogliere segnalazioni/osservazioni utili alla mappatura della biodiversità montana seguendo un questionario opportunamente progettato. L'applicazione è molto semplice e consente di raccogliere foto, suoni e video di specie vegetali o animali collegandole ad una geolocalizzazione.


Lo studio e la tutela di un territorio dalla fragile ecologia e ricco di biodiversità come quello del nostro Appennino è diventato un imperativo etico e pratico a cui residenti e "cittadini" devono assoggettarsi.


La "citizen science" (scienza del cittadino) e la "unconventional data sourcing collection" (raccolta dati da fonti non convenzionali) - specialmente piattaforme social - sono le nuove frontiere della ricerca scientifica sul campo, dalla biologia marina all'ornitologia, dove a fianco dei ricercatori professionali, agisce una rete di "collaboratori non continuativi" formata da volontari, guide, escursionisti o, in questo caso, semplici appassionati della montagna di tutte le età, ragazzi compresi. Si tratta di una collaborazione potenzialmente indispensabile per la valutazione delle condizioni ambientali, un'importante occasione per rafforzare il senso di appartenenza per chi vive il territorio e per chi lo studia, nonché per chi è consapevole  di dover custodirne la bellezza e la biodiversità florofaunistica.



E' stato ribadito un'infinità di volte che la sostenibilità della vita in montagna si basa su una serie di delicati equilibri: l'equilibrio fra la vita selvatica e quella "addomesticata" dall'uomo, l'equilibrio fra le risorse utilizzate e quelle reimmesse nell'ambiente, l'equilibrio fra l'antropizzazione del territorio e lo spazio lasciato alla natura. Collaborare allo studio e al mantenimento di questi equilibri è facile, stimolante, doveroso. Per la montagna e per l'umanità.

Sito web EcoMuseo della Montagna Pistoiese: http://www.ecomuseopt.it/>