Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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In questi primi giorni dell'anno abbiamo assistito a forti precipitazioni nevose fino a bassissima quota su tutto l'arco appenninico settentrionale e, in qualche caso, anche fino in pianura.

In quota la situazione è drammatica: basti pensare agli oltre due metri di neve che si sono registrati al passo di Abetone. Qui, oggettivamente, tutti i disagi sono arrivati dalla neve. Due metri di neve si vedono in alcune stagioni (nemmeno in tutte...) cumulando le precipitazioni da novembre a marzo. Quest'anno, invece, i due metri e oltre sono caduti nel giro di una settimana o poco più. Impossibile evitare i disagi, impossibile evitare problemi alle strade. E anzi, dobbiamo dire che pur in una situazione di estrema e oggettiva emergenza, la protezione civile, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno fatto un super lavoro sopra i mille metri per garantire la sicurezza e la mobilità dei cittadini.

É vero, la strada per Abetone è stata chiusa per un paio di giorni, ma solo per permettere alle turbine e ai camion di spostare, letteralmente, le montagne di neve che erano cadute e continuavano a cadere.

Questi tipi di problemi, in caso di precipitazioni eccezionali come quelle registrate, non si possono evitare; si possono solo fronteggiare nel miglior modo possibile.

Diversa però la situazione alle quote più basse: la strada 66 è stata chiusa per due giorni a all'altezza di Cireglio (600 metri sul livello del mare a pochi chilometri da Pistoia). Questo perché poco più avanti, dopo l'abitato di Le Piastre, nel tratto fino a Pontepetri, alcune piante e alberi vicino alla strada sono stati piegati e schiantati dal peso della neve, invadendo così la carreggiata.

I mezzi spalaneve, nonché il normale traffico veicolare, non è più potuto transitare, semi-isolando de facto parte della montagna pistoiese.

Badate bene: in questa area non erano caduti metri di neve come oltre i mille metri. Quella dei giorni scorsi è stata una nevicata tutto sommato normale per quelle zone, una ventina di centimetri circa.

Le aree vicino alla strada, però, da molto tempo erano lasciate a se stesse, nella totale incuria, con conseguenti erbacce e frasche d'estate e rami pericolanti e pronti a spezzarsi sotto la neve d'inverno. La legge, però, parla chiaro in tal senso. Lo dice l'articolo 29 del codice della strada: «i proprietari confinanti hanno l’obbligo di mantenere le siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada o l’autostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilità dalla distanza e dalla angolazione necessarie.

Qualora per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa vengano a cadere sul piano stradale alberi piantati in terreni laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile».

Sono previste anche multe: «Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 ad euro 680».

Noi lo diciamo da sempre, anche se non ci dovrebbe essere bisogno di ripeterlo ogni volta: il nostro territorio va curato, specialmente se la nostra proprietà privata confina con quella pubblica, come nel caso di una strada.