Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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Conti correnti a tassi negativi e maggiori costi

Alternative? Pianificare e diversificare oppure accettare di perdere valore.

L’articolo di We-Wealth di Novembre pubblica un’indagine portata avanti da Consultique Scf riguardante lo studio dell’applicazione di tassi di interesse negativi sulla liquidità detenuta nei conti correnti. Lascio a voi la lettura riassumendo in sostanza che solo pochi istituti di credito europei applicano direttamente un tasso di interesse negativo, spesso su nuovi risparmiatori e per capitali ingenti.  Quello che però è certo tutte le banche hanno aumentato di fatto i costi dei loro servizi, il che equivale all’’applicazione, in questo caso indiretta, di un tasso di interesse a carico del correntista.


Al costo e/o interesse a debito occorre aggiungere una tassa occulta, l’inflazione. Il risparmiatore a tutto ciò come si comporta? Cosa fa per evitare di perdere valore? NIENTE! Accetta semplicemente di perdere denaro, largo circa 2% annuo. A livello aggregato nell’ultimo anno i depositi sui conti correnti sono aumentati, superando 2.000 miliardi (€). Facendo un conto a cazzotto, all’inizio del 2018 erano 1.600 miliardi, in 3 anni le famiglie italiane hanno perso circa 40 miliardi di valore, ringraziando il fatto di un basso tasso inflattivo, dovuto al rallentamento economico. Cosa accadrà quando l’economia riprenderà e l’inflazione tornerà ad avere un valore più importante? Basti pensare che un inflazione del 2% anno, obbiettivo delle Banche Centrali, equivale a più di un RECOVERY FUND (210 miliardi) in 4 anni.


Perché nonostante ciò il risparmiatore predilige il conto corrente? Qui assume un ruolo fondamentale la finanza comportale. La disciplina che studia la nostra attitudine nell’intraprendere decisioni riguardanti il nostro patrimonio in funzione allo stato emotivo che stiamo vivendo.


Incertezza: Nei periodi come il 2020 tende ad accantonare più capitale perché “NON SI SA MAI”. Il nostro più profondo inconscio tende ad attivare quel meccanismo automatico di protezione, la paura, emozione che in natura mette ci mette in allerta dai pericoli, in questo caso fa sì che si sia più conservativi.


Sicurezza:  Percepiamo il conto corrente come uno strumento sicuro dove depositare i nostri risparmi. Lo è davvero al 100%? Non lo scrivo per terrorizzare ma per riflettere. La sicurezza al 100% non esiste, nemmeno per i così citati investimenti “garantiti”. Nello specifico la legge bail in ha introdotto la possibilità, in caso di fallimento della banca, di poter utilizzare i conti correnti superiori a 100.000€ per pagamento dei propri debiti, pur non essendo un patrimonio distinto da quello bancario.


Chiaro si parla di una possibilità più concreta per piccoli istituti bancari che non godono di ottima salute patrimoniale e di minor entità per i grandi gruppi ma una seppur minima possibilità esiste.


Scarsa educazione finanziaria: Purtroppo l’Italia è uno dei Paesi Europei tra i più bassi livelli di cultura finanziaria. Ciò impedisce di compiere scelte efficienti a causa della mancata consapevolezza delle dinamiche finanziarie.
Cosa dovrebbe fare il risparmiatore?

Essere curioso e informarsi per il bene suo e dei propri denari. Mio padre mi ha sempre detto “Il sapere apre nuovi orizzonti” e così infatti è. Occorrerebbe avere la curiosità di conoscere le dinamiche finanziarie per formare la propria cultura finanziaria, facendolo in autonomia o con l’ausilio di un consulente finanziario.  Con il supporto  di un professionista analizzare le proprie esigenze ed obiettivi, pianificare l’allocazione del proprio risparmio attraverso  la diversificazione degli investimenti.
Pianificare e diversificazione sono le uniche garanzie che un risparmiatore ha per curare e tutelare il proprio patrimonio.


Il Dott. Mirko Avietti
può essere contattato al +39.338.6666230 oppure via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..