Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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La montagna, in senso lato, è la stessa. Cambiano solo le regioni di appartenenza dei versanti: uno è toscano, l'altro è emiliano. E infatti i modi di gestire la “cosa pubblica” sono ben diversi.
Non c'è da girarsi troppo intorno: fino a questo momento, la Regione Emilia Romagna e la Toscana hanno avuto approcci alla questione montana differenti sotto molti aspetti.

Partiamo dalla gestione virtuosa, citano due degli aspetti principali:

l'Emilia-Romagna ha stanziato 10 milioni di euro per contributi a fondo perduto in 119 comuni appenninici in regione. Un contributo che si traduce in un massimo di 30mila euro a famiglia finalizzati all’acquisto della casa in proprietà (limitatamente ad alloggi o immobili già esistenti, senza consumo di suolo ulteriore), o al recupero di patrimonio edilizio esistente adibito o da adibire a prima casa, o per un mix di acquisto e recupero.

In Toscana non ci risulta niente di tutto questo, al momento.

Purtroppo per il momento non c'è stata la stessa sensibilità in termini politici

 

Sulla carta, sia la giunta Bonaccini che quella Giani possono contare su un assessore con delega alla montagna ma con risultati sul territorio, al momento e al netto dell'emergenza Covid-19, diversi.

Capita poi che un sindaco del territorio, Fabio Micheletti, presieda il suo comune che si trova geograficamente proprio a cavallo delle due regioni ma appartenga, amministrativamente, alla regione meno “generosa” con la sua montagna.
«Purtroppo per il momento non c'è stata la stessa sensibilità in termini politici. La nostra comunità sconta due duplici fallimenti: la comunità montana e la provincia, nel nostro caso quella di Pistoia. La prima è stato una cocente delusione, mentre la provincia di Pistoia c'è ancora ma è ormai svuotata di risorse che ne permettano il regolare funzionamento».

Esempi lampanti di questa impossibilità di gestire al meglio il territorio lo danno le strade provinciali montane, perennemente dissestate.
«Se noi non possiamo contare sulla comunità montana o sulla provincia di Pistoia, allora è la regione che dovrebbe dare una mano alle piccole comunità come la mia o come le altre geograficamente vicine. Con l'assessore Fratoni avevamo un ottimo rapporto di collaborazione per le questioni montane ma purtroppo non ha più quella delega. Abbiamo perso un riferimento importante».

Indubbiamente, la giunta Giani ha tutto un mandato ancora per mostrare maggiore attenzione alla questione montana: l'esempio da seguire, occorre dirlo, è appena di là dal crinale appenninico.
Nei prossimi mesi ci sarà molto da ricostruire dopo il Covid-19 ed anche da risaldare il gap con l'Emilia Romagna che sta mostrando un'attenzione ben diversa (anche in termini economici) verso le proprie aree rurali montane.