Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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L'area collinare e montana della provincia di Pistoia è l'unico a non far segnare numeri disastrosi dell'economia in questo 2020. La fotografia della Camera di Commercio fatta a metà agosto è, tutto sommato, confortante: a San Marcello e dintorni nei primi sei mesi dell'anno si sono costituite 40 nuove imprese e soltanto 34 sono state chiuse. Il rapporto di questa area, dunque, è positivo mentre la media di tutta la provincia è negativa (-0.3). Sia chiaro, non si può parlare di “svolta epocale”, anche perché i numeri delle aziende montane è relativamente piccolo, raggiungendo le 1309 unità attive e l'incremento e sì positivo ma comunque decimale.


Detto questo, la notizia è sicuramente positiva e fa ben sperare per una certa ripresa dell'economia montana anche per il futuro prossimo, Covid non Covid. Alle istituzioni l'obbligo di supportare questo possibile “rimbalzo economico” montano con due elementi su tutto: viabilità e diffusione della rete internet veloce. Sulla questione della connettività siamo relativamente ottimisti: anche in zone come Sambuca Pistoiese o Marliana stanno comparendo qua e là armadietti dedicati alla connessione veloce a servizio di imprese e cittadini.

Alle istituzioni l'obbligo di supportare questo possibile “rimbalzo economico” montano con due elementi su tutto: viabilità e diffusione della rete internet veloce.


Il telefono, che fino a qualche anno fa “cadeva” in buchi di trasmissione impressionanti, ora riesce quanto meno a instaurare un contatto per le chiamate praticamente ovunque, a prescindere da quale operatore si abbia. La Regione Toscana, inoltre, non è stata a guardare. Sulla viabilità, ahinoi, siamo molto meno sereni: le strade, con poche eccezioni, peggiorano via via che si sale verso i centri di collina e montagna. E nelle valli c'è già preoccupazione per quello che sarà dal prossimo anno, quando il tunnel del Signorino rimarrà chiuso per molto tempo (si pensa oltre un anno) ed il traffico leggero e pesante dovrà essere deviato sul passo della Collina, ad oltre 900 metri di quota.


Per non parlare, poi, dello stato, al limite del disastroso in alcuni punti, in cui versano decine di strade provinciali sparse sul territorio. Con il dissesto economico delle province ormai cronico, anche per queste strade non si prospettano tempi rosei. Questo rischia di essere la vera palla al piede per lo sviluppo economico dell'area geografica gravitante la “Metropoli Rurale”.