Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano

Spesso parliamo di persone che dalla città, per scelta o per necessità, si sposta verso la montagna o la collina. Ma, per questa volta, cambiamo prospettiva: andiamo a vedere cosa fanno i giovani tra 18 e 39 anni che sono nati nelle aree rurali e hanno avuto modo di avere esperienze professionali o di vita “nell'altro” mondo, appunto, la città. I dati ci vengono fornite dal magazine “Buone Notizie”, supplemento del Corriere della Sera. Ebbene, il 67% dei giovani tra i 18 e i 39 anni che nascono nelle terre alte vogliono rimanerci a vivere. Di questi, il 54 % ha fatto esperienze lavorativi “fuori” e poi è tornato nelle “terre alte”. Molti di loro, il 41% ha frequentato o frequenta l’università,  e ben il 67 % ha un lavoro. La maggior parte, insomma, di chi vive in altura... vuole rimanerci.

La montagna e i territori rurali potrebbero diventare determinanti, specialmente in questo periodo (si spera presto) di massicci aiuti europei e finanziamenti per la rinascita del paese. Potrebbero, appunto, ma la politica non si deve dimenticare di quei territori.


Quelle terre che molte persone che lavorano in città continuano a vedere come “isolate” e “remote” rappresentano comunque il 35,2% del territorio italiano. Lì, nei 4mila comuni italiani in altura, ci vive (o ci lavora) un esercito di 12 milioni di persone. E allora perché la montagna sta avendo così poco peso in politica e tra le parti sociali? Purtroppo la Pandemia, i morti, il piano vaccini in ritardo sono priorità estremamente ingombranti. É triste da dire ma la montagna, a meno che non frani qualcosa, è fuori dai radar della politica italiana e – molto spesso – anche quella delle rispettive regioni.



Ma in tempi di Pandemia i territori rurali (non solo montani, ma anche collinari) sono importanti anche per una questione molto pragmatica: isolamento, meno densità di persone, quiete. Il tutto, con la possibilità -quasi sempre- di poter lavorare in smart working comodamente da casa.  La montagna e i territori rurali potrebbero diventare determinanti, specialmente in questo periodo (si spera presto) di massicci aiuti europei e finanziamenti per la rinascita del paese. Potrebbero, appunto, ma la politica non si deve dimenticare di quei territori. Noi, nel nostro piccolo, continueremo a mettere nero su bianco tutte le potenzialità di queste aree.