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A Sambuca Pistoiese il Covid-19 ha allentato lievemente la presa: per il momento non sembrano esserci impennate nei numeri come nel resto della provincia di Pistoia.
«Abbiamo avuto un mese di dicembre molto molto brutto con il Covid, con diversi casi nelle nostre frazioni. Adesso, facendo gli scongiuri, la situazione è migliorata per cui 'subiamo' questa zona rossa, consapevoli che i problemi sono soprattutto negli ospedali in città. Sono loro che rischiano di non reggere la nuova pressione».

Fabio Micheletti, sindaco di Sambuca Pistoiese, commenta così il recente passaggio a zona rossa per la provincia di Pistoia.
«Ci troviamo come tra due fuochi: Pistoia e la sua provincia sono in zona rossa, Bologna in quella arancione rafforzato. Da una parte e dell'altra, insomma, le cose non stanno andando bene, inutile nasconderlo».

Quello che incuriosisce però sono alcune apparenti incongruenze tra zone arancioni rafforzate e zone rosse, le prime paradossalmente più “stringenti” delle seconde.
«Nelle zone arancioni rafforzate, come quella della provincia di Bologna, il presidente della regione Bonaccini ha disposto la chiusura delle scuole. Nella zona rossa di Pistoia, Giani ha previsto la didattica a distanza solo dalla terza media. Non è necessariamente una cosa negativa, ogni regione segue il suo percorso anti-covid. Solo avrei preferito che ai sindaci venisse dato qualche strumento in più».

Il caso è, ad esempio, quello dei circoli ricreativi che – a differenza di quelli nelle zone cittadine – per le aree di montagna non sono solo punti di riferimento per la popolazione, ma sono anche spesso gli unici negozi dell'intera frazione.
«I circoli sono chiusi, per legge. Niente asporto, niente domicilio. Sono semplicemente chiusi. Per noi è un doppio guaio: molti residenti hanno perso l'unico negozio dove poter comprare certi articoli, mentre i titolari dei circoli rischiano di morire di fame. Nei territori montani come quello di Sambuca occorrerebbe fare un'eccezione, altrimenti le frazioni rischiano un vero e proprio isolamento. Un disagio enorme per le persone che abitano le frazioni che, con le giuste norme, poteva essere evitato».