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L'importanza della viabilità e l'impatto del maltempo

Ore e ore di pioggia monsonica senza sosta, col cielo illuminato a giorno dai lampi dalla sera fino alle prime luci dell'alba successiva hanno scatenato il caos sulla viabilità montana. La tempesta del fine settimana del 5 giugno ha provocato danni ingenti su tutto il territorio appenninico, dalla Garfagnana fino alla Val di Luce, accanendosi con particolare forza sull'area dell'Alto Reno. Innumerevoli frane e smottamenti; due di questi, hanno ricoperto di detriti la strada provinciale 632. Un'arteria strategica, che collega le zone di Ponte della Venturina (e da lì Porretta Terme) con San Marcello Pistoiese, veicolando tra l'altro tutto il traffico da e per Pracchia.


Gravi disagi per i residenti, che sono stati costretti a lunghe deviazioni per ben quattro giorni: tanto è stato necessario per ripristinare la circolazione sulla SP 632 da parte dei tecnici. E come ogni estate, la montagna si trova a fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico, fatto di temporali sempre più intensi e duraturi che mettono dura prova strade e infrastrutture della montagna. Le conseguenze di frane e interruzioni sono state molteplici: da una parte, gli abitanti dell'Alto Reno hanno visto per giorni estremamente ridotta la propria mobilità privata, costretti a lunghe deviazioni per raggiungere il luogo di lavoro o i propri affetti. Dall'altra, la politica locale si è attivata per chiedere aiuto dopo la calamità naturale, con l'obiettivo di tutelare non solo le infrastrutture ma anche gli abitanti dell'area montana e la loro mobilità.

gli effetti del cambiamento climatico, fatto di temporali sempre più intensi e duraturi che mettono dura prova strade e infrastrutture della montagna


Dall'alto arriveranno gli aiuti per rimettere a posto i danni? Ai posteri l'ardua sentenza. Per certo, uno dei provvedimenti già arrivati “dall'alto”, come dicevamo prima, lascia quantomeno perplessi: la provincia di Pistoia ha emanato a inizio giugno 2020 tre ordinanze con le quali si impongono limitazioni al traffico su altrettante strade provinciali: la 633 che collega Montecatini con Prunetta e Mammiano, la 34 della val di Forfora e la 38 che collega Femminamorta a Calamecca. Limitazioni che prevedono il limite di 30 km/h di velocità per auto e moto ma soprattutto il divieto di transito per le biciclette. Il motivo? L'impossibilità di garantire l'opportuna manutenzione del manto stradale.


Se, quindi, da una parte la strada provinciale 632 è stata riaperta dopo quattro giorni dalla frana, le vie di accesso all'area montana lato sud vengono gravemente penalizzate da questo provvedimento. In un periodo di bonus verdi, turismo eco-sostenibile e riscoperta della montagna, risulta davvero paradossale vietare l'accesso alle biciclette su ben tre strade che dalla pianura portano alla bellezza incontaminata delle nostre aree montane come quella dell'Alto Reno. Per non parlare della percorrenza a velocità massima di 30 km/h su tratti di strada così lunghi, che rendono difficoltosi anche gli spostamenti più semplici, a cose normali. La montagna sta “ripartendo” e continuerà a farlo perché le persone che la abitano sono forti e determinate, ma certe scelte economico-politiche non fanno il bene di questi territori.