Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
La montagna e la ricerca di un nuovo equilibrio

Il turbo-capitalismo aveva mostrato più di una crepa ancor prima della pandemia, per poi mostrare tutta la sua palese insostenibilità una volta scoppiata l'emergenza Covid-19. E il peggio, ahinoi, potrebbe ancora arrivare.
Nessuno vuole mettere in dubbio l'intero sistema economico occidentale, ma è chiaro che i ritmi sfrenati di quasi tutti gli aspetti economici che regolano le nostre attività finanziarie da vent'anni a questa parte non sono sostenibili a lungo termine; anche per noi, come persone.


Cosa c'entra la montagna, in tutto questo? C'entra eccome. Il riscoprire le nostre zone più ricche di natura, lontani dagli ingolfatissimi centri abitati di pianura, potrebbe diventare una scelta di vita sempre più premiante nell'immediato futuro.
La montagna come scelta di vita significa metter mano a uno stile di vita che non può più essere basato sui consumi, sul tutto e subito, sulle contraddizioni di un presunto benessere che non finisce mai. Questo ovunque e quindi anche in montagna dove è necessario fare i conti con un ambiente che, proprio in questa fase, sotto la spinta della paura, viene ricercato per l’aria sana e per gli spazi aperti.



Il web deve arrivare anche nelle frazioni isolate, occorrono investimenti sulla fibra ottica, sulla digitalizzazione. Solo così la montagna potrà essere davvero la chiave per rendere il nostro futuro più sostenibile, andando oltre lo sciocco stereotipo che vede i “montanari” isolati dal resto del mondo.


Certamente, non possiamo negare ci siano ancora dei limiti oggettivi sul nostro territorio montano. Se da una parte sempre più gente vuole tornare a vivere una dimensione più umana, chi gestisce il territorio deve fare la sua parte. Enti, comune, regione non possono e non devono perdere quest'occasione per permettere il rilancio delle nostre aree nord-appenniniche. Come? Facendo manutenzione del territorio, adoperandosi per i i tagli della vegetazione a bordo strada e curando le asfaltature. Non solo: serve digitalizzazione. Nei centri più grandi è già realtà, a San Marcello, Campo Tizzoro, Porretta, Pracchia (solo per citarne alcune...) si naviga alla grande.


Ma il web deve arrivare anche nelle frazioni isolate, occorrono investimenti sulla fibra ottica, sulla digitalizzazione. Solo così la montagna potrà essere davvero la chiave per rendere il nostro futuro più sostenibile, andando oltre lo sciocco stereotipo che vede i “montanari” isolati dal resto del mondo.