Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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Le necessità impellenti attorno al Covid-19 obbligano la società a ripensare ai suoi schemi. Le Metropoli Rurali rientrano anche in questa dinamica, visto che le attuali grandi città sembrano ormai lontane (forse irreversibilmente lontane) da uno stile di vita sostenibile ed in linea con la necessità di distanziamento sociale imposto dalla nuova condizione. Redistribuire la popolazione, quindi, sembra essere diventata una macro-necessità. E molti cittadini stanno già prendendo provvedimenti nelle loro vite, dalle Alpi agli Appennini.


É uscito un interessante articolo su La Nazione che racconta la scelta di un signore di trasferirsi da una grande città ad un paese di collina sopra Piacenza, immerso nel verde dell'Appennino emiliano. Evasione della città per immergersi nel silenzio e nella natura. Il signor Pagani ha 47 anni è ha scelto le api perché, come dice lui stesso, «insegnano a vivere per sottrazione». Andrea Pagani lavora nell'industria del fumetto come sceneggiatore ma dal lontano 1997 ha scelto di rifarsi una vita lontano dallo stress, dal traffico e dallo smog.


Chiaro che con le api non siano tutte -letteralmente- rose e fiori: inquinamento anche sulle alture, cambiamenti climatici, gelate tardive e un mercato che non sempre “tira” come dovrebbe. Ad ogni modo, Andrea non tornerebbe mai indietro alla vecchia vita di città. «Qua sto alla larga dalle città e imparo qualcosa ogni giorno che passa. Lo faccio soprattutto grazie alle api, che hanno una società in cui lo scopo è comune e niente si spreca. Vivendoci a contatto ogni giorno è impossibile non rimanerne affascinati e coinvolti. Nel mio piccolo ho imparato a fare a meno della televisione, accumulare solo i libri che amo, riciclare gli imballaggi. E, quando ho tempo, continuo a lavorare nel mondo dei fumetti come illustratore, ma senza stress» ha detto al quotidiano La Nazione.


É innegabile che la città offra ancora vantaggi al cittadino: basti pensare ai servizi e alla vicinanza con stazioni ferroviarie e svincoli autostradali. Però, anno dopo anno, questi vantaggi si ridurranno ed è evidente come si vada sempre di più verso una ridistribuzione della popolazione sul territorio e ad una de-strutturazione della città come la intendiamo oggi.