Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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L'idea è bella, lo diciamo subito. A noi piace e ci piacerebbe ancora di più vederla messa in atto anche nella Metropoli Rurale Alto Reno. Parliamo del primo “smart working village” italiano. La proposta arriva dal comune di Santa Fiora, sul Monte Amiata in provincia di Grosseto. Il comune, recentemente dotato di banda ultralarga e quindi internet super veloce, ha in piano di sovvenzionare coloro che sceglieranno una casa in questo territorio come propria residenza per almeno due mesi con un apposito bando aperto fino al dicembre 2020. Come? Con un massimo di 200 euro al mese per ogni abitazione con i quali pagare non più del 50% dell'affitto. Il tutto, per un massimo di sei mesi, salvo proroghe.


Sappiamo bene non trattarsi di una pioggia di soldi: rimane comunque la comodità di vedersi pagato, dal comune stesso, metà affitto per metà anno. Mica male, no? Quattrocento euro totali, oltretutto, significano una “signora casa” da quelle parti.
L'obiettivo è di invogliare quante più persone possibili a spostarsi dalla città in questo bellissimo territorio, immerso nel verde e lontano dal caos delle metropoli. Con la connessione internet di cui è dotata l'area, anche il manager più esigente può connettersi senza problemi ai server della propria azienda distante centinaia di chilometri o partecipare a videoconferenze in alta definizione audio e video.

Le Regioni, nel nostro caso Emilia Romagna e Toscana, potrebbero farci più di un pensierino


E sulla Metropoli Rurale? Il concetto potrebbe essere ripreso pari pari. Sono molte (ma non tutte, ancora) le zone coperte da internet veloce. Rimane da capire se i comuni abbiano nel proprio bilancio i fondi necessari a sovvenzionare gli affitti in vista del “boom” di smart-working che è già iniziato e continuerà per mesi se non per anni. Le Regioni, nel nostro caso Emilia Romagna e Toscana, potrebbero farci più di un pensierino. Il rilancio definitivo delle nostre zone collinare potrebbe passare anche da incentivi “intelligenti” e non invasivi sul bilancio regionale come questi.