Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano

Il Coronavirus purtroppo non si ferma più di fronte a niente e nessuno; anche le nostre zone di riferimento, quelle della collina e della montagna tra Emilia e Toscana, non fanno eccezione. Stavolta parliamo di Marliana insieme al sindaco del comune, Marco Traversari. Il primo cittadino però non ci porte buone notizie.
«Abbiamo purtroppo il primo decesso da Covid-19 del nostro comune. Era un ospite della Rsa Villa Guidotti di Maresca, morto a 91 anni. Alla sua famiglia va il nostro cordoglio».

Ma ci sono anche decine di positivi attualmente.
«I casi sono 17 al momento, ma questa è una cifra destinata a cambiare, lo sappiamo. Il nuovo dpcm vede una popolazione che ha ormai capito la gravità della situazione e vediamo ultimamente un grande rispetto delle norme. Qualche 'cane sciolto' senza mascherina c'è, ma di meno rispetto alla prima ondata».

A livello economico alcuni settori sono messi peggio rispetto ad altri, in quadro comunque estremamente delicato.
«Il nostro tessuto artigianale – prosegue il sindaco – è piuttosto limitato. Anche nel primo lockdown chiusero in relativamente pochi. Il problema grandissimo sono i ristoratori, i titolari di bar, i circoli. Qua nelle nostre zone abbiamo dei ristoranti che sono un'eccellenza per la zona. Al momento è consentito l'asporto, ma nessuno prende l'auto da Montecatini e Pistoia per venire a prendersi la cena fin qui e tornare indietro».

Anche i numerosi circoli sparsi sul territorio, veri e propri punti di aggregazione per le frazioni collinari e montane, rischiano il colpo del ko.
«In particolar modo – sottolinea Traversari – per quelli che i circoli li hanno in gestione e non sono strutture di proprietà. Per loro le ultime restrizioni mettono a serio rischio la riapertura futura».


A guardare bene, però, qualche buona notizia c'è: sono circa una decina le famiglie che hanno scelto di trasferirsi (perlopiù in affitto) dalla pianura a Marliana.


Si vive alla giornata, insomma. Con la speranza che la curva dei contagi, a livello nazionale, cali. I numeri del Coronavirus in questa area sono ancora relativamente sotto controllo, ma è innegabile che il pandemia sia in atto anche nelle aree rurali meno abitate.
«Temo che ne usciremo impoveriti – ammette il sindaco – perché a livello economico ci vorranno anni per riprendersi e alcuni potrebbero non avere la forza di farlo».

A guardare bene, però, qualche buona notizia c'è: sono circa una decina le famiglie che hanno scelto di trasferirsi (perlopiù in affitto) dalla pianura a Marliana.
«Esatto. Da questa estate abbiamo avuto un certo movimento in entrata ed una decina di famiglie in più nel nostro comune. Sono persone che sono venute da noi anche alla luce della pandemia: qua
si può star fuori nei boschi, o semplicemente nel giardino davanti a casa senza rischi di alcun genere. Molte persone adesso reputano questa possibilità un elemento niente affatto secondario, ma è perfettamente comprensibile».

Ma anche all'interno di un territorio certamente non densamente popolato, una discutibile organizzazione delle aperture può creare situazioni favorevoli agli assembramenti.
«La trovo una follia ma nonostante da settimane stia protestando, non c'è stato verso di cambiare le cose. Mi riferisco agli uffici postali del territorio, che sono aperti solo in giorni definitivi. In particolare quello di Momigno è aperto tre giorni alla settimana, con il risultato di avere un grosso afflusso in quei giorni e rischi per possibili assembramenti. Situazione non dissimile a Montagnana, dove adesso l'ufficio postale è aperto un giorno a settimana. Ho contattato anche il Prefetto per far allungare i tempi di apertura, ma per ora senza successo».