Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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Da un'antica mappa modenese del XV secolo riemerge un antico percorso che attraversava la montagna pistoiese, accompagnando, forse, il tracciato della più famosa Via Flaminia militare. Una via che emerge dal lavoro pluriennale dei volontari dell'Associazione Culturale Valle Lune (qui maggiori informazioni: http://www.vallelune.it/wp/info) dove riaffiorano in carne e ossa, o meglio, in ciottoli e opere edili, le strade del nostro Appennino su cui è transitata la Storia, nel suo continuo fluire fra Tuscia ed Emilia e viceversa. Circa dieci chilometri ricchissimi di suggestione, spesso poco conosciuti anche agli abitanti della zona. Luoghi in cui, per dirla alla Mauro Corona, "non nevica firmato", ma in cui è possibile respirare a pieni polmoni il fascino della montagna del passato e di un futuro possibile.


passando per la dogana sul Ponte di Castruccio ricordatevi di rispondere alla domanda: "Quanti siete? Un fiorino!".


Mammiano Basso, nel comune di San Marcello-Piteglio, è un po' il fulcro di questo percorso. Da qui si può procedere per le Ferriere Granducali, il cui nome è esplicativo dell'importanza industriale del complesso, attivo fino al XIX secolo, al Ponte sospeso.
l Ponte Sospeso, appunto, è noto in tutto il mondo perché è nel Guinness dei primati: 220 metri di cavi e reticoli d'acciaio, tesi sul torrente Lima tra il 1920 e il 1922 dalle maestranze della Magona per abbreviare di diversi chilometri il ritorno a casa dei molti residenti a Popiglio. Il ponte però è anche un itinerario bagnato anche di sangue.


Dal Ponte di Castruccio a Castel di Mura, assediato dai Bianchi e difeso vittoriosamente dai Neri, un paio d'anni prima dell'assedio di Pistoia, fu teatro di una delle efferate stragi dei famigerati Tedici, zio e nipote, di Pistoia. D'altra parte, l'importanza strategica della celebre fortezza è riconosciuta anche dal Machiavelli: "Non passa uccello per la Montagna Superiore che da Castel di Mura non si veda” scrisse il maestro. E tra i boschi silenti e le pietre consunte non poteva mancare l'arcano e il misticismo arcaico e pagano.


A chi apparterranno i tumuli pre-etruschi del Recinto Sacro presenti sul Rio delle Lame? E il nostro faticoso camminare nel bosco fino al Sasso Fumante sarà premiato dalla visione del  monolite d'arenaria che "fuma" davvero? Intuiremo il senso delle antiche incisioni rupestri del Masso della Pescaia: mappa templare, messaggio iniziatico o suggestione scolpita dalla natura e da qualche antenato buontempone?
I passi sulle antiche strade della nostra montagna sono passi tracciati su una mappa del tesoro, un tesoro di  fascino e di conoscenza. E di fantasia... per cui, passando per la dogana sul Ponte di Castruccio ricordatevi di rispondere alla domanda: "Quanti siete? Un fiorino!".