Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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Ad un anno dalla scomparsa di Kobe Bryant, il filo che lega le montagne di Cireglio con l'assolata Los Angeles è più forte e resistente che mai. A Cireglio un giovanissimo Kobe ha infilato i suoi primi canestri su un campetto, mentre il papà Joe giocava da professionista nell'Olimpia Pistoia. Da allora sono passati più di 30 anni. Kobe è sempre stato un beniamino di questo territorio ma adesso, dopo la sua prematura scomparsa, il suo ricordo sarà destinato a durare per sempre.


Il campetto sotto l'abitato di Cireglio è stato teatro di una toccante cerimonia di ricordo. Sul campo il parroco di Cireglio, alcuni amici di Kobe e dei ragazzini appassionati di pallacanestra che non si sono lasciati sfuggire l'occasione di fare un due-contro-due in onore del grande campione scomparso. Il campetto, probabilmente quest'estate, sarà ufficialmente intitolato al campione indimenticabile. Il ricordo di tutti va a quel giorno dell'estate 2013, quando all'insaputa di tutti, Kobe si presentò a casa dei suoi vecchi compagni di giochi a Cireglio per un saluto incognito.


Per tutti fu un enorme sorpresa ed un grande onore portare a spasso per il suo vecchio paese una delle star più celebri della pallacanestro mondiale. «Suonò a casa mia alle sette e trenta del mattino – racconta Alessia Pierattini, una sua amica di infanzia –. Era felicissimo di rivederci. Mi confidò che avrebbe voluto tornare più spesso portando anche le figlie, visto che qui in Italia, a differenza degli Stati Uniti, lui e suoi famigliari potevano uscire liberi, senza paura di essere assaltati dai fan».


Di fronte al campetto dove Kobe giocava da piccolo è stato creato un piccolo memoriale con una sua maglietta, un cartellone con la sua effige e i cartelli di Cireglio, diventati celebri dopo una foto del campione che ha fatto il giro del mondo.
Oggi, su quel memoriale, è stata deposta una corona di fiori. Il suo ricordo, però, rimarrà per sempre.