Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
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Per  noi che abbiamo avuto la fortuna di nascere e vivere in questo splendido museo storico a cielo aperto che è l'Italia dove respiriamo e viviamo il nostro passato nel presente, sappiamo bene che storicamente il luogo di lavoro, la cosidetta "bottega", aveva prevalentemente una locazione nei pressi dell'abitazione.


Un luogo a cui non era necessario dover aggiungere alle già dure ore di lavoro quelle ore e quei costi aggiuntivi dovuti agli spostamenti, che a partire dagli anni '70 si sono sempre maggiormente allungati, arrivando a creare un vero e proprio business dei pendolari.

Oggi la tecnologia ci ha ridato la possibilità per molte professioni di ritornare a lontani e antichi modi di lavorare e vivere...


Oggi la tecnologia ci ha ridato la possibilità per molte professioni di ritornare a lontani e antichi modi di lavorare e vivere. Di tornare, quindi, all'Uscio e Bottega, ad alzarsi la mattina con la possibilità di concentrarsi fin da subito sul da farsi, evitando quell'impatto iniziale dovuto al trasferimento casa lavoro, con tempi importanti spesi in un traffico caotico o in un evoluzione di abilità e destrezza degna dei migliori atleti nel gestire gli spostamenti con i mezzi pubblici, che diventa essa stessa un lavoro e soprattutto uno stress non retribuito.

La tecnologia, per sua essenza, è lo sviluppo di nuove forme si supporto per rendere più facile la vita dell'uomo nelle sue applicazioni più usuali e comuni, ed è normale che tra esse ci sia anche una trasformazione nel modo di lavorare, e tra questi il “Lavoro Uscio e Bottega”. Qualcosa che non va vissuto come un pericolo, o qualcosa di negativo, ma va interpretata come un opportunità che migliora lo stile di vita, e se migliora lo stile di vita, migliora anche il lavoro, sia nella sua resa che nella qualità.