Magazine di informazione e opinione sull' Appenino Tosco-Emiliano
Spostarsi in montagna, tra treni e bus

Un territorio non servito dai mezzi pubblici è un territorio destinato allo spopolamento. Fortunatamente, le zone della cosiddetta “Area Metropolitana Rurale dell'Alto Reno” sono collegate da una rete piuttosto fitta di trasporti pubblici, che trovano il loro fulcro nevralgico nel paese di Pracchia. Qui si trova una delle più importanti stazioni della Ferrovia Porrettana, autentico gioiello di tecnologia ottocentesca, che ha fatto scuola a decine di ferrovie montane costruite ad inizio dello scorso secolo in tutta Europa. A Pracchia il primo collegamento ferroviario del giorno è, a cose normali, alle 6.30 e permette di raggiungere Bologna (con cambio a Porretta) alle 7.55.
In direzione Pistoia, il 07.15 e permette di raggiungere il capoluogo di provincia alle 7.45.

Non abbiamo scritto “a cose normali” casualmente: l'emergenza Covid-19 ha imposto il blocco momentaneo del servizio su rotaia da parte di Trenitalia, che nel periodo estivo appare limitato alla domenica, con una serie di corse - prevalentemente improntate a favorire il turismo - da Firenze a Porretta e ritorno. Nel corso del fine settimana, gli spostamenti sull'asse Pistoia – Pracchia – Bologna sono assicurati, momentaneamente, da autobus sostitutivi, in attesa della ripresa delle corse regolari su rotaia. Quello di Pracchia però non è solo lo snodo sull'asse nord-sud, ma anche est-ovest. Il piazzale antistante la stazione, infatti, viene servito da due tratte extra-urbane: la 67 Pracchia – Orsigna, la 65 che collega Rivoreta con Pracchia e Porretta via San Marcello, dalla quale è possibile spostarsi verso Abetone o verso Pistoia sfruttando il collegamento della linea 54.


A Pracchia il primo collegamento ferroviario del giorno è, a cose normali, alle 6.30 e permette di raggiungere Bologna (con cambio a Porretta) alle 7.55.
In direzione Pistoia, il 07.15 e permette di raggiungere il capoluogo di provincia alle 7.45.


Un intreccio di collegamenti pubblici che permettono quotidianamente, a chi abita in montagna, di spostarsi nei vari luoghi del territorio anche senza usare mezzi privati.
Il Covid-19 però non deve essere un pretesto per depotenziare i servizi in montagna: in un momento in cui questo territorio può essere riscoperto come luogo ideale da dove ripartire in vista del periodo di crisi economica del prossimo biennio, chi sceglierà la montagna come nuova soluzione abitativa deve poter contare su un sistema di trasporto adeguato, che permetta agli abitanti non solo di spostarsi in montagna ma anche e soprattutto di raggiungere i capoluoghi della pianura in tempo utile per l'inizio della giornata lavorativa. Controlleremo attentamente che le aziende di trasporto, in collaborazione con le Regioni, assicurano questo diritto allo spostamento. Lo abbiamo scritto come prima frase: un territorio non servito dai mezzi pubblici è un territorio destinato allo spopolamento.