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Le terme di Porretta, già conosciute in epoca romana, detengono una storia millenaria. Secondo la leggenda, un bue abbandonato dal suo padrone perché incapace di sostenere l’aratro, abbeverandosi alla loro fonte trovò nuovo vigore e rinnovate forze: da lì, tale immagine allegorica è divenuta proprio il simbolo del comune di Porretta Terme. Una volta giunti nel paesino montano distante 40 km da Pistoia e circa 60 da Bologna, un cartello antico ci accoglie recitando la frase “luogo di villeggiatura”: sì perché, un tempo, le splendide terme erano meta di turisti e bagnanti attirati dalla bellezza del luogo, dal verde circostante e dalle proprietà benefiche delle sorgenti salsobromoiodiche che lì sgorgano. 


Definite anche “terme alte”, le antiche terme di Porretta sono uno splendido complesso di edifici termali alle pendici del Monte della Croce: un trionfo di stile liberty, dove le colorate e luminose ceramiche realizzate ad inizio 900 da Galileo Chini (il più importante esponente italiano di tale corrente artistica) trionfavano rendendo ancor più magnifica la locazione. Oggi, il patrimonio artistico e culturale detenuto dalle antiche terme è purtroppo in disfacimento, trovandosi queste totalmente abbandonate a sé stesse. Il motivo, è da ricercarsi nella seconda metà del 900’ quando la cessazione del termalismo sociale (1987) portò ad un lento declino del flusso turistico di utenti. Eppure che, nell’Ottocento, Porretta Terme conobbe il suo periodo più florido tanto che i giornali nazionali dell’epoca la incoronarono spesso come “luogo curativo, vivace ed alla moda”.

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Oggi la struttura è un luogo transennato, abbandonato ed in lenta distruzione: lasciate alle intemperie e senza cura alcuna, presto le antiche terme di Porretta diverranno un rudere, visti tra l’altro i recenti crolli che ne hanno totalmente reso impossibile l’accesso. Contro un simile e triste futuro si batte senza sosta il comitato SOS Terme, un’associazione nata nel 2013 proprio con lo scopo di togliere la struttura dal degrado che ormai la contraddistingue promuovendo iniziative volte al suo recupero. Un lavoro prezioso, il loro, che ha visto le Terme salire sul podio del concorso “I luoghi del FAI” nel 2019: la struttura, nonostante ciò, non è ancora visitabile. Il lavoro per la tanto agognata riqualificazione, in effetti, è ancora molto.                                        


Attirati dall’iscrizione al Fondo Ambiente Italiano, comunque, molti curiosi si sono avvicinati alla struttura nel corso degli ultimi anni, osservandola dall’esterno e diffondendo tristi recensioni sui principali canali web. Ciò che si legge, è un indubbio fascino della struttura che cozza però con un degrado palpabile: molta la frustrazione per un simile tesoro lasciato alle intemperie. “Un vero peccato”! si dice. “La struttura sta crollando!”, “è una totale decadenza!”: recitano i commenti web.
Non si comprende, in effetti, perché ancora non si riesca a trovare un ente disponibile a farsi carico quantomeno di una parte della bonifica: in tempi recenti, cavalcando l’onda del desiderio (e diremo anche “tendenza”) di visitare luoghi del passato ormai in disuso, siamo certi che le antiche Terme attirerebbero un consistente numero di visitatori. Un modo non solo per riprendere in mano un tesoro abbandonato, ma anche di incentivare il turismo di zona: Porretta e limitrofi!

 

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