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Magazine di informazione e opinione dell' Appennino Tosco-Emiliano
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Alla fine il buon senso ha prevalso. La montagna pistoiese torna ad avere un medico di famiglia: sarà il dottore Gianmaria Brizzi, che da questo lunedì 15.11.2021 aprirà gli Ambulatori nelle frazioni di Cireglio, Pracchia, Orsigna e Le Piastre rispettando così, come indicato dall’Azienda Sanitaria, il vincolo di attività ambulatoriale nelle aree collinari e montane. I pazienti che erano in carico fino al mese scorso al dottor Simone Iadevaia saranno assegnati automaticamente al dottor Brizzi. L'incarico del dottore è a tempo determinato e, per il momento, il suo contratto ha validità di un anno.

Alcune considerazioni: le istituzioni e l'Asl, dopo qualche iniziale spaesamento, hanno risposto in modo concreto ad una problematica enorme come l'assenza del dottore per un territorio così vasto. Da subito si è data grossa rilevanze alle (sacrosante) richieste della popolazione della montagna pistoiese che affermava nient'altro che il diritto alla salute pubblica sancito dalla legge. Tuttavia non è possibile abbassare la guardia a livello mediatico e politico: l'incarico del dottor Brizzi è di un anno e il rischio concreto è che tra un anno esatto, gli abitanti della collina e della montagna possano ritrovarsi di nuovo senza un ambulatorio aperto, come già accaduto.


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Per il momento è stato trovato il dottore per quest'area, ma non è stato individuato un sistema per fare in modo che le aree rurali di collina e montagna non si ritrovino più in una situazione tale, senza dottore dall'oggi al domani, come già accaduto.
Lo ha sottolineato anche il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.
«Occorre una normativa speciale a livello nazionale per queste aree, che possa garantire formalmente i diritti primari a chi vive in questi luoghi».


Per questo, però, occorre un intervento di indirizzo e un impegno governativo preso a livello nazionale. Saremo scettici, ma non vediamo in questa fase la volontà di garantire a livello normativo la copertura medica di persone in aree periferiche come quelle della montagna pistoiese. Anche la consigliera regionale Federica Fratoni ricalca quando detto da Tomasi.
«È necessario arrivare ad un incarico a tempo indeterminato e, quindi, il percorso continua. Questa vicenda conferma ancora una volta la necessità di trovare strumenti normativi e contrattuali adeguati per offrire opportunità professionali concrete ai medici che optano per le aree periferiche».


Destra e sinistra, insomma, concordano sulla necessità di garantire il diritto alla salute a tempo indeterminato anche a chi risiede in aree montane e collinari. Speriamo, dunque, che nei prossimi mesi il problema non si ripresenti visto che, ripetiamo, il contratto del dottor Brizzi scadrà tra un anno. Senza modifiche alle regole, insomma, potremo presto punto a capo e l'alta provincia di Pistoia non può permetterselo.

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