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Magazine di informazione e opinione dell' Appennino Tosco-Emiliano
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Un faro, solitamente, è usato per indicare una costa pericolosa, una scogliera, rocce appuntite e in generale tutto ciò che aiuta i marinai a rendere più sicure le loro navigazioni. Un classico della costa, dunque… ma non solo! E se vi dicessimo che esiste un faro maestoso, eretto nel bel mezzo di una montagna? Non è una fiaba, ma una bizzarra realtà: a Gaggio Montano, paesino alpestre sito a 57 km da Bologna e circa 45 km da Pistoia, l’ingegnere Giuseppe Rinaldi progettò negli anni 50 un monumento ai caduti di guerra proprio a forma di faro.


Luminoso, imponente e padrone della vallata, questo troneggia dalla sua posizione sul Sasso di Rocca: il faro di Gaggio Montano è l’unico in Italia ad esser stato costruito in montagna, nel bel mezzo dell’Appennino Bolognese. Chiedersi il perché, è legittimo: l’ingegner Rinaldi, decise di dedicare un peculiare monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale quale eccezionale omaggio alle vittime che è davvero impossibile non notare, data la sua strategica posizione a sovrastare il paesino di Gaggio Montano le cui vie si snodano nei suoi dintorni.

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Il Faro dei caduti della Montagna, dunque, non ha funzione di avvistamento ma di celebrazione: un’idea insolita, certo, ma che senza dubbio proprio grazie alla sua peculiarità riesce a farsi ricordare, divenendo non solo un monumento ma anche un luogo raggiunto da vari turisti. 155 gli scalini da salire per raggiungere la mastodontica porzione di “ofiolite” (la tipologia del masso su cui è stato costruito). La sua composizione è in cemento armato: la posizione, che segue un progetto del Genio Civile di circa 70 anni fa, si localizza sulla sommità di un edificio dove spuntavano, in passato, un orologio e una campana. L’orologio è rimasto, mentre proprio al posto della campana si erge oggi il “faro in mezzo al verde” divenuto nel tempo una valida attrazione che attira villeggianti e curiosi, oltre che simboleggiare un’importante porzione di storia del Paese.


Sì perché, Gaggio Montano assieme ad altre località vicine, fu infatti uno dei comuni presenti nella così chiamata Linea Gotica, terribile palcoscenico di assalti nazisti. Un modo per non dimenticare, dunque, esaltando la nostra montagna e attirando le visite rivalutandone anche i dintorni. A Gaggio Montano infatti, così come in varie località di zona, ad attenderci ci sono prodotti locali, passeggiate e viste bellissime che meritano una gita fuori porta. Non resta che farci un salto, prediligendo le temperature della bella stagione per un pieno di natura e colori.

 

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