Spesso vi abbiamo parlato dell'aria inquinata, specialmente nelle aree in pianura durante i lunghi periodi anticiclonici invernali come quello vissuto tra gennaio e febbraio 2024. A confermare le preoccupazioni legate alla qualità dell'aria in pianura ci ha pensato anche Legambiente, che ha recentemente pubblicato il report annuale "Mal'Aria di città 2024", redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign.
Focus Toscana
Seppur la grande “malata” d'Italia (in termini di inquinamento) sia la pianura padana, anche la Toscana sta mostrando una tendenza allo sforamento dei livelli di polveri sottili.
La maglia nera dell'inquinamento appartiene alla pianura lucchese, che risente della zona industriale cartiera tra Lucca e Capannori. È importante notare che i livelli di inquinamento sono stabili da diversi anni: gli sforamenti dei livelli, tranne un caso, rispettano le normative attuali ma rimangono ben al di sopra dei limiti previsti dall'UE per il 2030 e soprattutto sopra i limiti consigliati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Vediamo la situazione nel dettaglio.
Monitoraggio delle particelle PM 10 e PM 2.5
In generale, la Toscana ha registrato un lieve miglioramento nei livelli di inquinanti dal 2010 al 2023, ma preoccupano ancora i superamenti nella Piana Lucchese, soprattutto a Capannori. Nel 2023, Capannori è stata l'unica stazione in Toscana a superare il limite di 35 superamenti annuali, registrandone 38 per il sesto anno consecutivo. Seguono Montale (PT) con 27 superamenti, Firenze (viale Gramsci) con 26 e Prato (Via Roma) con 23. Capannori ha superato i limiti di PM10 per 13 anni su 14, seguita da Montale (Pistoia) e Lucca (Via S. Micheletto). Anche per il PM 2.5, i valori più alti sono stati registrati nella Piana Lucchese e nel Valdarno pisano, con Capannori che presenta dati consistenti, simili a quelli del PM10, anche per le polveri 2.5.
Una solo buona notizia: il calo dell'ozono
Il biossido di azoto (NO2), l'unico inquinante in diminuzione a livello nazionale negli ultimi cinque anni, continua a essere un problema in diverse aree, come Firenze, in particolare in viale Gramsci, dove nel 2023 è stata superata la media annuale massima di 40 µg per metro cubo (con 41 µg/ m3), e in viale Ponte alle Mosse (35 µg per metro cubo). Anche le stazioni costiere di Livorno (via Carducci) e Grosseto (via Sonnino) hanno registrato livelli vicini al limite. L'ozono (O3), al contrario, sta diminuendo significativamente in tutta la regione, rappresentando la principale buona notizia del rapporto "Mal'aria 2024".
Collina e montagna, aria pura naturalmente
Tipicamente, al crescere della quota altimetrica, la densità dell'aria diminuisce e di conseguenza anche la concentrazione di inquinanti nell'aria. Le aree collinari e montane toscane non fanno eccezione: sopra i 3-400 metri di quota i valori inquinamenti calano drasticamente. I motivi sono molteplici. Da una parte, una minore densità di popolazione e di attività industriali C'è poi il minore traffico veicolare, con minori emissioni di gas di scarico e polveri sottili da parte auto e camion. Ma non è tutto: in collina l'aria è naturalmente soggetta a una maggiore ventilazione e a correnti d'aria rispetto alle zone pianeggianti. Questo favorisce la dispersione degli inquinanti nell'aria e riduce la loro concentrazione.



